Archive for maggio, 2009

mag 17 2009

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Ritorno a Traversella

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Per verificare la sensazione negativa vissuta domenica scorsa, ieri  pomeriggio siamo tornati a Traversella e in mattinata, di buon ora e appena in tempo ad evitare l’acqua, abbiamo chiuso la Normale al Primo salto, una via di 100 metri e cinque tiri (L1 – 3a, L2 – 3a, L3 – 3a, L4 – 3c, L5 – 3a) sicuramente sottogradata dalla guida e davvero bella. Ad aggiungere un po’ di pepe alla placca, ci ha pensato anche la roccia un po’ umida per la pioggia dei giorni scorsi. Ottimo il soggiorno al Rifugio Piazza, trascorso con le gambe sotto ad un tavolo pieno di ottimi cibi e in una camerata senza taglialegna al lavoro…. Traversella mi è sembrata meno “ostica” e ho capito che può essere un’ottima palestra per chi avesse voglia di imparare/migliorare l’arrampicata in aderenza e la propria forza mentale. Alla prossima

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mag 13 2009

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Si è spento Achille Compagnoni

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È morto la notte scorsa, a 94 anni, all’ospedale di Aosta Achille Compagnoni. Insieme a Lino Lacedelli fu il primo a raggiungere, il 31 luglio 1954, la vetta del K2.

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mag 10 2009

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Gitarella a Traversella

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Lo gneiss di Traversella

Lo gneiss di Traversella

  Dopo averne tanto sentito parlare e dopo averne tanto letto, siamo andati a fare un giro a Traversella, famosa palestra di arrampicata. Lasciata l’auto al parcheggio, in prossimità dell’imbocco del sentiero, ci incamminiamo verso il rifugio Piazza (perfettamente segnalato) e, dopo circa mezz’ora di cammino, entriamo in possesso della agognata guida (15 euro – edizione 2007). Sfogliamo la guida e scegliamo di andare al settore “Primo Salto” anche se il cordiale rifugista ci dissilude subito annunciando la presenza, sulle vie più semplici, di due corsi (50 persone) di alpinismo… Noi ci proviamo lo stesso …. e ci va bene, una via libera c’è (joe Falcetto – sulla guida, gradata 4b). Guardando la via e guardando la guida, noto che l’attribuzione dei gradi è piuttosto stretta. Infatti una persona del luogo ci informa che sulla guida ed. 2007,  tutte le vie, tranne quelle di gradi alti, sono state abbassate di un grado “almeno” … Sulle guide più vecchie erano gradate più alte. Qui si arrampica in aderenza (qualità che la mia testa non ha ancora) su gneiss (che con l’amato calcare non ha molto in comune), ovvero le due condizioni che mi rendono ancora più scarso …. una vera zavorra… In ogni caso, l’esperienza è molto utile in quanto ci mette di fronte a condizioni che non troviamo spesso dalle nostre parti. La giornata scorre piacevole e, prima di tornare alla macchina, scatta l’acquisto dei souvenir maglietta e adesivo…

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mag 09 2009

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Salita al Monte Ocone

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La cresta e, in secondo piano, il Monte Ocone

La cresta e, in secondo piano, il Monte Ocone

  Stamattina, con Elena, abbiamo ripercorso parte del tragitto effettuato settimana scorsa (fino alla Passata) con Fra, e la cresta che porta in vetta al Monte Ocone. La mattina è iniziata con un simpatico face to face con una bellissima salamandra che, ancora assonnata, ci è passata davanti sul sentiero. Se avessimo voluto un segno che sarebbe stata una bella giornata, l’abbiamo avuto. Fino alla Passata, il sentiero è tranquillo ed è quello già descritto domenica scorsa (articolo sulle creste del Resegone). Da qui inizia la cresta (sentiero 588) che, percorso interamente, porterebbe al Passo del Pertusio. Lungo il suo sviluppo, si trova il Monte Ocone (1363 metri). Il sentiero viene gradato EE, ma se si effettuasse la variante che taglia in cresta anche la Corna Camozzara, invece di aggirarla, le difficoltà aumentano sicuramente. Noi abbiamo provato a seguirla ma non ho abbiamo più visto i bolli e, mancando la volontà di correre rischi inutili, siamo tornati sui nostri passi e abbiamo seguito la deviazione del sentiero. In realtà, quando siamo transitati sotto al punto in cui abbiamo deciso di aggirare la Corna, mi sono reso conto che, poco prima, ero a pochi metri dal bollo, in ogni caso scarsamente visibile da dove mi trovassi, precariamente, io. Il meteo ci ha risparmiato praticamente fino alla macchina anche se, in maniera molto discreta, le nuvole hanno cominciato ad addensarsi dalla tarda mattinata. La discesa dall’Ocone verso Erve (seguendo un’indicazione su un sasso in vetta) avviene dapprima su un ripido sentiero nell’erba e, 200 metri più sotto, sulla incompiuta e sfregiante pista forestale (in pieno stato di abbandono e senza controllo) fino alle indicazioni per il rifugio Capanna Alpinisti Monzesi ove il sentiero torna a stringersi nel bosco e, passando per il Pian del Munik, porta al ponticello che ci reimmette nella parte iniziale del sentiero (quello della salamandra) …. fino alla macchina. A questo link trovate la traccia …. per i pochi scatti effettuati, visitate la galleria. Alla prossima

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mag 05 2009

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Attenzione!: la Direttissima in Grignetta è in pessimo stato

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Le condizioni della Direttissima sono pessime. A chi avesse intenzione di percorrerla,  suggerisco di leggere questo articolo.

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mag 04 2009

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Le creste del Resegone (traversata integrale)

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Fantastico. Non mi viene altro da dire. La nostra cavalcata comincia già sabato sera quando con Fra, al telefono, decidiamo di fare le creste del Resegone almeno fino all’Azzoni (1860 m.)…. poi avremmo valutato, in funzione dell’ora, delle gambe e del meteo, se percorrere tutte le 13 cime. Il rifugio Azzoni, come riportano anche i segnavia, funge da elemento separatore tra le creste sud e le creste nord del “Resegun”…. la parte sud è più ripida e “arrampicatoria” (i segnavia riportano gli stessi tempi di salita e discesa) mentre la nord è più sentieristica ed escursionistica, in ogni caso è sempre un sentiero gradato EE. La sveglia suona alle 5 per avere la mezz’oretta accademica necessaria al risveglio, riordinare le idee, non dimenticare a casa niente … macchina fotografica .. gps … un po’ di cibo e acqua, e per essere puntuale all’appuntamento al baretto di Calco. Rapido caffè e si parte in quel di Erve. Lasciata l’auto al termine del paese, ci incamminiamo lungo il sentiero il quale, in breve, ci porta alla biforcazione che obbliga a scegliere tra le due vie alternative per arrivare al Rifugio Capanna Alpinisti Monzesi (1171 m.)… a sinistra si prende la ripida e più breve Prà de Rat, mentre a destra si segue il sentiero San Carlo che, più dolcemente, passando per l’omonima fonte, ci guida alla deviazione, non proprio evidente, per la Passata (1244 m.), ovvero l’antico valico tra il Ducato di Milano e la Repubblica Veneta. Il sentiero che dal bivio porta alla Passata ci introduce in un mondo nel quale non mi sarei stupito se avessimo incontrato elfi, gnomi e Frodo Baggins col suo anello spaccamaroni… Dalla Passata si imbocca il segnavia 571 … e comincia il godimento che si attenuerà solo al Passo Giuff (1500 m.). Il tratto che, in circa 50 minuti, ci porta sulla prima cima, Cima Quarenghi (1636 m.), è quello più ripido e faticoso ma è anche quello che ci permette di guadagnare subito quota e di immergerci in quello che ci circonda. Il panorama da entrambi i lati è qualcosa per cui varrebbe sempre la pena di fare fatica … a sinistra, il Lario, la pianura, le Grigne e tutto quello che il mio occhio miope può trovare … a destra, le orobie fino al disgrazia … davanti, le guglie e le cime che ci aspettano … dietro, tutto il resto del mondo e della quotidianità. Le cime si susseguono: Cima Piazzo (1640 m.) … Cima I Solitari (1667 m.) … Pizzo Brumano (1756 m.) … Pizzo Daina (1864 m.) … Torre di Valnegra (1852 m.) … e, dopo circa 5 ore di cammino, Punta Cermenati (1875 m.) e il rifugio Azzoni. Da Morterone la gente sale a camionate. Fino a questo punto, la traversata si è svolta prevalentemente su sentiero o con brevi tratti di semplice arrampicata su roccia bellissima e senza pestare neve se non nell’ultimo tratto prima del rifugio. Dopo una breve sosta in prossimità della croce di vetta e al rifugio, giusto per mangiare qualcosa ed acquistare la cartina (5 euro spesi proprio bene) dei sentieri del resegone in scala 1:10.000, comincia la delicata discesa su traversi di neve ormai molle e desiderosa di lasciarsi andare. Ad ogni traverso innevato ed esposto, cerchiamo il modo per aggirarlo … a volte è possibile, altre no … la stanchezza comincia a farsi sentire e talvolta, per maggior sicurezza, scegliamo di scendere i nevai faccia a monte. I saliscendi tra le cime continuano a scorrere: Punta Stoppani (1849 m.) … Punta Manzoni (1801 m.) …il Dente (1810 m.) con la gente che esce dalla ferrata Gamma 2 … Cima Pozzi (1810 m.) … Pan di Zucchero (1759 m.) e solo dopo l’ultima, Pizzo Morterone (1758 m.) i traversi non sono più un problema e la neve torna ad essere un po’ più dura. I bolli lungo tutto il sentiero non sono sempre evidenti, in ogni caso ci si arrangia tra le roccette e i pendii erbosi. L’arrivo al Passo Giuff (1500 m.) segna la fine delle difficoltà ma non della fatica, vista la quantità di strada da dover ancora percorrere. Le nostre nozioni topografiche e di orientamento (secondo me si va di qua!) ci vengono in aiuto quando troviamo un segnavia caduto che ci confonde un po’ le idee… Il sentiero che dal passo Giuff porta alla Bocca d’Erna (1291 m.) è un lungo innevato traverso in costa che ci fa vedere i grossi danni provocati dalle valanghe di questo inverno sugli alberi della zona. Decine di alberi che, per l’azione della neve e dell’acqua, sono stati sradicati o distrutti. La fontana della Bocca d’Erna giunge provvidenziale come i tappi per le orecchie in un rifugio e ci regala l’acqua e l’energia per arrivare alla Capanna Ghislandi del Passo del Foo (1290 m.). Quando arriviamo al passo sono circa le 18.15 … non c’è nessuno perchè la capanna è chiusa … solo noi e un camoscio che sta cenando. In pochi minuti scendiamo alla Capanna Alpinisti Monzesi e ci infiliamo (erroneamente) nella spaccagambe Prà de Rat fino ad arrivare alla macchina, per inerzia e dopo 1916 metri di dislivello in salita e 12.45 ore di cammino circa (11 ore senza le pause). Il resto non me lo ricordo più … mi sono ritrovato lunedì mattina in ufficio. La galleria di immagini è presente nella pagina relativa. Qui ho inserito i dettagli della traccia (e scaricarla in formato .gpx importabile nei gps); successivamente, sarà scaricabile dalla pagina di download. In ogni caso, riporto il tracciato: Traversata delle creste del resegone at EveryTrail

Map created by EveryTrail:GPS Geotagging

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mag 02 2009

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ll Coltignone e il grattacielo dei Resinelli

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Dopo un primo maggio di assoluto relax, contento di non essere sulla A4 in direzione Venezia, la giornata odierna (sabato) è dedicata ad una mini-sgambatina (anche in funzione della faticaccia che ci aspetterà domani … di cui vi dirò) ai Piani dei Resinelli per conoscere un po’ di più una zona mai frequentata… il Parco del Valentino e, da qui, il monte Coltignone. Lasciata l’auto nel parcheggio dei piani, purtroppo, per accedere al parco, si deve transitare sotto lo sfregio di cemento del grattacielo posto proprio davanti al rifugio SEL. Veramente un mostro. Per fortuna, lasciatoselo alle spalle, ci si addentra nel bel parco e nel piacere che questo offre … grignetta a destra e faggeta a sinistra, fino alla vetta del Coltignone dal quale si ha una delle migliori viste sul lago e dintorni. Dal Coltignone, si può procedere con il giro ad anello che, dopo essere passati dal belvedere e dal museo delle grigne, riporta al cancello del parco … all’ecomostro … alla bevuta. Nella pagina dedicata alle gallerie potete vedere qualche immagine e, nella pagina di download, un articolo sul grattacielo apparso nel 2007 su La Provincia.

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