apr 08 2010
Piani di Artavaggio

La piramide del Sodadura
Potete vedere un breve video nella pagina dedicata
Giusto per non dar modo alla colomba di farci un bel nido in pancia, visto il rischio valanga eccessivamente alto per poter ambire a chissà quale uscita, cerchiamo per un’escursione su terreno ben conosciuto ma con dislivello accettabile. Tra tutte quelle possibili, quella che ci permette di non allontanarci troppo da casa e di non essere così ingurgitati dal traffico di rientro dei vacanzieri pasquali, è l’ennesima salita da Moggio al Rifugio Nicola …. e così sia.
Il ritrovo a Brivio alle 7,30 è di tutto comodo, la giornata è splendida e la compagnia di Mau e Lorenza dà garanzia di passare una bella mattinata … non serve altro. Una foto alla grignetta dalla rotonda di Ballabio, vita la quantità di neve che si è depositata, è d’obbligo. Passata la funivia che trasporta famiglie e cani ai Piani di Artavaggio, lasciamo l’auto nel piccolo piazzale all’imbocco del sentiero e cominciamo ad incamminarci nel bosco.
Saliti i primi tre-quattrocento metri di dislivello cominciamo a pestare neve vera e non più granatina. Più si sale e più la quantità aumenta….. ne ha messa giù tanta durante gli ultimi giorni di pioggia e, se non fosse per la temperatura più che accettabile, sembrerebbe di essere stati catapultati nuovamente in un paesaggio invernale di dicembre. Da un certo punto in poi si avanza dentro ad una specie di trincea alta più di mezzo metro, immersi fino alle ginocchia e con il sole che scalda le ossa. Non c’è niente da fare … di posti così non ci si stanca mai.
Arrivati ai Piani di Artavaggio si comincia a camminare su suolo battuto e tutto diventa ancor più piacevole ed agevole. La funivia scarica il suo contenuto e la neve viene invasa da doposci col pelo anni 80, borse di louis vuitton e ciaspole governate come se si trattasse di cavalli imbizzarriti… ci mancherebbe solo di vedere qualcuno in bermuda…… ah, eccolo… allora ci siamo proprio tutti.
Arrivati al Rifugio Nicola, Mau e Lorenza, ciaspolodotati, decidono di fare una puntatina verso il Sodadura. Io mi fermo a svernare un po’ al sole anche per cacciare i pallori invernali e consumare il poco di miele rimasto.
Dopo poco, il forte vento incentiva i miei due eroi a tornare dalle mie parti. Riprendiamo baracca e burattini, rivolgiamo un pensiero di pizzoccheri all’Alva e ci dirigiamo verso la funivia con l’acquolina tra le fauci. Purtroppo la voglia non si evolve in soddisfazione vista l’eccessiva quantità di gente all’interno del negozio e sulle panche esterne… ognuno di noi, a casa propria, si dovrà accontentare dei resti di colombe, agnelli e altri simboli pasquali. Se queato è il prezzo da pagare per una giornata così, meglio non lamentarsi.
alla prossima
