Tag Archive 'piani di bobbio'

ago 29 2010

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Luca

Via Bramani – Fasana (Zucco di Pesciola)

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foto di vetta

 

Dopo le delusioni del Cervino (ancora da smaltire) e le brevi vacanze (smaltitissime!), si torna a respirare l’aria delle montagne di casa con una bella via allo Zucco di Pesciola.
Da tre che saremmo dovuti essere, al parcheggio della cabinovia di Barzio abbiamo incontrato Vittorio il quale, trovandosi lì per fare una passeggiata, ha aderito volentieri all’invito di unirsi a noi … detto inter nos … io, quando vado a passeggiare, non porto scarpette,  imbrago, rinvii e moschettoni….. Vitto aveva tutto, tranne la corda.
Così, da bravi fratellini, ci siamo divisi le due mezze corde e abbiamo arrampicato con una mezza doppiata per coppia. Tutto questo per dirvi che i tiri non sono molto lunghi, anche se in uno abbiamo faticato un po’ con la corda così corta.
L’attacco della via (chiodo e scritta) è in prossimità di quello per lo Spigolo dei Bergamaschi. La via, di cinque tiri su III e IV è divertente e si può concatenare con gli ultimi due tiri della Cresta Ongania per arrivare in vetta allo Zucco di Pesciola.
ah, piccolo inciso, …. tutte le relazioni dal 2006/2007 sugli ultimi due tiri della Ongania riportano della frana di un terrazzino all’inizio dell’ultimo tiro e di una sosta un po’ scomoda. Ora, a quella sosta ne è stata aggiunta una nuova due metri più in basso comoda e attrezzata con catena e anello (in tutte le altre della via trovate resinati e spit da collegare).
Fatta le via in allegria e con tante risate ci siamo concessi una bella pausa panino al sole del rifugio Lecco.
Bella giornata e grande compagnia!
Alla prossima

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giu 14 2010

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Luca

Spigolo dei Bergamaschi – Zucco Pesciola

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Il sottoscritto fa finta di sorridere.....

Io e Nello, unici superstiti liberi, in un sabato ebbro di impegni per tutti, decidiamo di andare ai Piani di Bobbio per salire lo Spigolo dei Bergamaschi (almeno così riporta la dicitura all’attacco) e la limitrofa Bramani-Fasana, entrambe sul versante nord dello Zucco Pesciola.
Dalla scarna presenza di auto alla partenza della cabinovia e dalla moltitudine di vuoto che ci ha accolti ai Piani, ci rendiamo conto di essere stati tra i pochi ad avere avuto questa bella idea e ne siamo felici.

Il meteo sembra non decidersi se tenere o scaricare… per adesso sta lì e ci lascia tranquilli nel cammino tra il Rifugio Lecco e l’attacco delle vie.

In pochi minuti arriviamo in loco e notiamo la presenza di altre cordate già pronte a salire. Per scrupolo chiedo se sia l’attacco della bergamaschi e, contro ogni previsione, ricevo sia la risposta negativa (stavano salendo la Bramani-Fasana) che la spiegazione di dove sia l’attacco della nostra meta… a tre metri, girato l’angolo…. tra la neve accumulata e la parete notiamo uno spazio di 60 cm e il resinato della sosta…. ok, ci siamo.

 

spazio tra l'attacco della via e la neve ..... circa 60 cm...

Vista la mia scarsa propensione ad andare da primo (neanche nel trenino di capodanno ho mai fatto il locomotore) lascio che sia Nello a condurre le danze e ad approcciare l’umidità della roccia.

I primi metri sono freddi e umidi al punto giusto così, già dopo poco, non sentiamo più le mani…. cominciamo bene, penso. Per fortuna la sensazione dura poco e le dita si scaldano…

Non mi dilungo sulle caratteristiche della via, se non un breve accenno sul terzo tiro…. quello del primo camino. E’ un camino nel quale bisogna entrare e, dopo pochi metri, uscire salendo in opposizione …. non banale. Se si cerca bene, c’è tutto … o quasi.

Usciti dalla via, al termine del quarto tiro, il primo tuono e alcune gocce ci hanno stimolato a cambiare programmi …. non più discesa e seconda via, ma salita sugli ultimi due tiri della Cresta Ongania e discesa per sentiero lato Piani di Artavaggio…. il secondo tuono ha funto da viagra per una rapida predisposizione della prima doppia e discesa a valle, verso la torta di mele (fantastica!) del Rifugio Lecco…

La via di salita

Purtroppo, per evitare il rischio di impigliare le corde, abbiamo dovuto calarci con quattro doppie …. con rilevante perdita di tempo, soprattutto per il fatto che la funivia non avrebbe aspettato i nostri due eroi…

Nello in doppia


In ogni caso, come dice il saggio, tutto è bene ciò che finisce bene e l’ultimo chiuda la porta….su questa ennesima bella scampagnata.

Alla prossima

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lug 19 2009

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Luca

Zucco Pesciola – Via Gasparotto

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panorama_zuccopesciola2

Galleria immagini (grazie a Mau): nella pagina dedicata E’ stata una bella via. Sette tiri mai banali e poco chiodati (alcuni passaggi più ostici del previsto, difficoltà massima IV+) e tanto freddo soprattutto all’inizio. Dal rifugio Lecco, inoltrarsi nel vallone dei camosci mantenendo la sinistra e, al bivio delle due strade sterrate, traversarlo verso destra prendendo la sterrata che scende, cercando di individuare i due grossi massi che, sotto a parete, segnano l’attacco della via. Una volta raggiunti i massi (li vedete nella foto qui sopra),  Faccia alla parete, ci si sposta verso quello di sinistra e si va a ridosso della parete fino ad incontrare la scritta sbiadita “via comune”. Questo attacco è comune, per i primi tre tiri,  alla via Diedro Bramani e alla via Gasparotto. E’ una parete orientata a nord e, in questi giorni, molto fredda a causa delle perturbazioni passate. Per scaldarsi sono necessari almeno due tiri continuativi …. alla partenza eravamo almeno la quinta cordata in lista e il freddo l’abbiamo preso tutto. Meritano di essere segnalati alcuni passaggi: l’attacco del secondo tiro (una placchetta un pelo strapiombante da fare con decisione …. quella che non ho avuto io), l’umido camino del quinto tiro che si percorre in opposizione utilizzando la schiena contro un pilastro staccato (io ho avuto molta difficoltà perchè non ci stavo con lo zaino) e il bellissimo (il più bello della via) ultimo tiro …. uno spigolo che ha tutto: appigli, appoggi, affilato e sempre più stretto… gratificante al massimo anche perchè conduce alla madonnina di vetta. Attenzione al terzo tiro: in corrispondenza del primo fittone, seguire le tracce di sentiero sulla sinistra e risalire una paretina che porta al pianoro d’erba. La discesa avviene sul ripido sentiero di sfasciumi che, da dietro alla madonnina, scende prima alla Bocchetta di Pesciola e poi, girando a sinistra, conduce in breve alla base della parete. Bella via … bella domenica alla prossima

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